Umanesimo e Neomedioevo

- Per "Umanesimo" si intende quel vasto movimento culturale che, iniziato negli ultimi decenni del Trecento e diffusosi nel Quattrocento, ha come caratteristica principale la riscoperta dell'uomo [...] un'indispensabile premessa culturale del Rinascimento, con la quale la generazione dell'età umanistica sottolinea una netta distanza tra il mondo medioevale, caratterizzato da una visione della vita, che poneva Dio al centro dell'Universo e [...] la loro visione in cui l'uomo è posto al centro dell'Universo ed è considerato artefice, padrone del proprio destino. - it.wikipedia.org.

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L'uomo al centro del pensiero dell'uomo, della sua arte, della filosofia, della scienza, della poesia. 

Inizia l'era moderna, il Rinascimento, il Razionalismo, l'Illuminismo, il Romanticismo, il Positivismo, il Post-moderno. L'attenzione dell'umanità si focalizza sull'uomo, pone l'attenzione ai suoi valori e necessità, abbandonando miti e dei. L'uomo diventa individuo unico ed irripetibile. Dio è morto dirà Nietzsche, l'uomo non ne ha ormai più bisogno nell'ultimo scorcio del secondo millennio. Non ha più bisogno del sovrasensibile, della mitologia del non razionale.
Già con il Romanticismo l'arte e la letteratura ci raccontano il disagio della società di fronte a questo nuovo stato di cose: Baudelaire,  Hugo, De Balzac, Byron, Tolstoj, Verga, ... ma l'apice si raggiunge nei primi decenni del XX secolo quando ogni conoscenza, ogni certezza sono messe in discussione. Le due guerre mondiali suggellano lo stato di confusione in cui l'umanità si viene a trovare nella più grande tragedia che la storia ricordi. Camus, Kafka, Steinbeck, Orwell, García Márquez, Faulkner, Pavese, Paosolini, ci raccontano le paure e la violenza del nuovo mondo che si sta creando, una  modernità liquida come l'ha definita Bauman. 
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Cosa ci aspetta ora alle soglie del terzo millennio? Dopo la morte di Dio si preannuncia la morte di dell'Uomo? L'Uomo sembra non essere più al centro dell'universo, al centro del suo pensiero, dell'arte, della scienza... forse, solo forse, anche della filosofia. Un nuovo dio sembra diventare il nucleo centrale della vita della società ormai globalizzata. Mentre il Dio cristiano, spazzando via definitivamente gli antichi dei, aveva posto le basi all'umanesimo e alla centralità dell'uomo, al suo essere individuo, ai suoi bisogni e valori, il nuovo dio del terzo millennio annichilisce l'umanità.

Se alla fine del XIX secolo in "Così parlò Zarathustra" Nietzsche affermava che Dio è morto, all'inizio del XXI possiamo forse dire che l'Uomo è morto?
Siamo di fronte ad un Neomedioevo il cui dio, chiesa e religione diventa l'economia, il denaro e le sue reti di comunicazione. 

L'uomo è niente di fronte all'ordine economico mondiale. E' merce  e prodotto come merce e prodotto può essere un'automobile, uno snack, un oggetto di design.

L'uomo sta diventando oggetto e non più soggetto della Storia?



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