Non sono Serie TV per giovani

Serie TV e supereroi. 

In questo post voglio mettere in evidenza certe  caratteristiche peculiari di alcune recenti serie TV basate sui personaggi dei supereroi. In particolare, mi riferisco al telefilm DC Gotham e alle serie Marvel Daredevil e Jessica Jones. Tutti e tre si differenziano in maniera decisa dalle serie televisive sui supereroi del passato, ma anche da alcune produzioni contemporanee, come The Flash o  Arrow. Lo spunto per queste riflessioni partono da lontano. 


TV e Supereroi, Cinema e Supereroi, Libro sui supereroi


Qualche giorno fa, nel primo pomeriggio, hanno dato su MTV (o meglio su quella che era la storica MTV in Italia e che da poco tempo ha preso il nome di TV8):

The Amazing Spider-Man


La breve saga diretta da Marc Webb (costituita da soli due film, purtroppo a mio parere) è finora la mia preferita.

Ho trovato moto più convincente Andrew Garfield nei panni di Peter Parker, rispetto a uno più insipido Tobey Maguire (opinione naturalmente personale). 

In estrema sintesi, lo Spider-Man della coppia Sam Raimi (alla regia) e Maguire (nei panni del supereroe)  ha il carattere dell'Uomo Ragno delle origini, quello creato e disegnato da Steve Ditko, ma il soggetto si ispira alle storie dei fumetti successivi, scritti da Stan Lee e disegnati da John Romita Sr. Stan Lee è infatti riconosciuto come il creatore dell'Aracnide insieme a Ditko, ma in realtà il suo effettivo contributo nelle prime avventure del supereroe è stato abbastanza limitato (per approfondire vedi il libro "NUVOLE 2.0: Pantheon contemporaneo", disponibile su Amazon).
Al contrario l'Uomo Ragno di The Amazing Spider-Man (uno e due), diretto da Marc Webb e interpretato da Garfield, si ispira alle prime storie di Ditko, ma ha il carattere (l'ēthos, come lo chiamerebbero i teorici di narratologia) del personaggio dei fumetti di Lee e Romita Sr. E' un Peter Parker altrettanto drammatico quanto quello di Ditko, ma molto più brillante. In grado di reagire alle piccole e grandi tragedie della vita e pronto ad affrontare i propri avversari con irriverenza e la battuta sempre pronta e tagliente. Indubbiamente è il mio preferito. Non solo tra le diverse versioni cinematografiche dell'arrampicamuri. Semplicemente è il mio supereroe preferito, quello che più ho letto e mi ha fatto sognare quand'ero bambino e adolescente.
Bambino e Adolescente. Questa considerazione richiede di tornare al film che ho guardato qualche pomeriggio fa su TV8. Rivedendolo ho avuto modo di ragionare su quanto quel film sia stato un punto di svolta per i film sui supereroi. Dei film e non solo. Una pietra miliare, nonostante al botteghino abbia registrato incassi inferiori rispetto alla precedente saga di Raimi. Lizard, il villain con cui deve combattere l'Uomo Ragno nel primo film di Webb, non è semplicemente un "cattivo dentro", come il Goblin o il Venom dei film precedenti, o un uomo mentalmente disturbato, come il Dottor Octopus nel secondo Spider-Man diretto da Sam Raimi.

Il Lizard di Marc Webb è semplicemente spaventoso! Fa paura. 

Spider-Man e Lizard

Non a caso su TV8, prima dell'inizio del film, si segnalava che il film contiene scene non adatte a un pubblico di minori non accompagnati.

Ancora meglio fa Webb in Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro

in quel film c'è una scena (LA SCENA) che riprende in maniera molto simile  quello che è l'episodio forse più importante della storia del fumetto superomistico occidentale. Ci aveva provato anche Sam Raimi, per ben due volte, sia in Spider-Man 1 che in Spider-Man 3, ma con risultati assolutamente inferiori, perché tradiva la natura degli eventi raccontati nel fumetto originale. La scena a cui mi riferisco è ripresa dal numero 121 dell'albo a fumetti Amazing Spider-Man, pubblicato negli Stati Uniti nel Giugno 1973. Quella storia, sceneggiata da Gerry Conway con i disegni di Gil  Kane, John Romita Sr. e Tony Mortellaro, segna il passaggio del fumetto sui supereroi dalla gioventù all'età adulta, alla maturità. Se volete scoprire di più vi rimando alla lettura del fumetto originale o ancora al libro "NUVOLE 2.0: Pantheon contemporaneo" (o a numerosi altri libri e articoli che ne hanno fatto un'esegesi adeguata).
Anche i due film sull'Uomo Ragno di Marc Webb hanno, in qualche modo, traghettato il genere superomistico al cinema da un pubblico tipicamente giovanile a uno più adulto e maturo. Per correttezza occorre dire che già i due Batman di Tim Burton e i tre di Christopher Nolan (nella saga cinematografica del Cavaliere Oscuro) avevano già fatto altrettanto e molto prima di Webb (il primo Batman di Burton è del 1989, quindi anticipa Webb di almeno 23 anni... e comunque Webb non può misurarsi, almeno al momento, né con Burton né con Nolan). Batman però si presta bene a un'interpretazione dark del personaggio e delle sue avventure, sin dalle sue origini e meglio di molti eroi Marvel (molti ma non tutti). Wolverine, per esempio, avrebbe avuto potenzialità simili a quelle del Cavaliere Oscuro, assolutamente non sfruttate nella sua versione cinematografica (se si esclude, ma solo in parte, il terzo film della saga sui supereroi mutanti: X-Men - Conflitto finale, uscito nel 2006). Quindi per vedere le stesse atmosfere nelle versioni cinematografiche degli eroi Marvel si sono dovuti aspettare proprio i due film di The Amazing Spider-Man.

Sempre di più, oggi, questa tendenza a produrre film sui supereroi per adulti sembra essere vincente. Esempi recenti sono Deadpool o l'italiano  Lo chiamavano Jeeg Robot.


Deadpool | Lo Chiamavano Jeeg Robot


La stessa tendenza si registra anche nelle serie televisive. Sono i lontani i tempi del Batman degli anni '60, interpretato  da Adam West e Burt Ward (quest'ultimo nei panni dell'inseparabile Robin), il cui target di riferimento era quello di un pubblico essenzialmente di bambini o poco più che adolescenti. Ricordate i fermi immagine degli eroi nell'atto di picchiare il "cattivo" di turno, con le didascalie "boom", "sbam" e "Patatrac" che apparivano sullo schermo? (Patatrac l'ho aggiunto io :-) ). Lo stesso vale, solo per citare i pochi che ebbero un minimo successo, anche per Wonder Woman (con la bellissima Lynda Carter) degli anni Settanta o per il poco successivo L'incredibile Hulk (con il culturista Lou Ferrigno nei panni di un improbabile Golia Verde).

Se per tutto il primo decennio del XXI secolo Smallville ha spostato il target di riferimento verso un pubblico di adolescenti e giovanissimi, quindi un pubblico di ragazzi più grandi rispetto a quelli delle serie TV sui supereroi precedenti, alcune delle serie televisive sui supereroi di oggi hanno tutto un altro sapore.Un gusto decisamente adulto.

Telefilm come Daredevil e Gotham, entrambi alla seconda stagione, o Marvel's Jessica Jones, alla prima, sono telefilm decisamente adulti. Duri. 

In un certo senso impegnati.  Senza limiti, se non quelli necessari a rendere la storia coerente con l'universo e l'atmosfera che ne costituiscono l'ambientazione. La seconda stagione, sia di Daredevil che di Gotham, sono partite con toni ancora più dark e violenti delle precedenti. Assolutamente da seguire per scoprire come andranno a finire. Se il bene vince sempre sul male o se il bene è effettivamente bene ed il male davvero male. Un po' nella stessa filosofia che pervade questo blog, nella ricerca, anche nelle narrazioni di "assoluti relativi".


I supereroi dai fumetti al cinema mainstream | Semiotica | Linguaggi



Per approfondimenti: NUVOLE 2.0: Pantheon Contemporaneo