X-Men: apocalissi e olocausti singeriani


Cominciamo da lui, il regista del nuovo X-Men - Apocalisse, Bryan Singer. 

In fondo è merito (o colpa) sua se i mutanti della Marvel si trovano (ancora) fuori dalla continuity cinematografica dei film sui supereroi dalla casa delle idee di Stan Lee. 

Infatti i diritti di sfruttamento al cinema degli X-Men sono ancora in mano alla 20th Century Fox e quindi questi personaggi non possono apparire nei film del Marvel Cinematic Universe (MCU). 

L'ultimo film sui mutanti della Marvel

X-Men, film del 2000 diretto da Singer, ha il merito di rilanciare i supereroi al cinema. Infatti Superman III (1983) e Superman IV (1987), ancora con Christopher Reeve nei panni dell'Uomo d'Acciaio, dopo i successi dei primi due film del 1978 e del 1980, erano stati dei completi insuccessi, sia di critica che di pubblico. Ci aveva pensato Tim Burton, con i suoi Batman del 1989 e del 1992, a rilanciare il genere, ma anche in questo caso i sequel Batman Forever (1995) e Batman & Robin (1997) di Joel Schumacher (con Val Kilmer prima e George Clooney dopo nei panni del Cavaliere di Gotham), nonostante i cast stellari, avevano riportato i film sui supereroi ad una desolante mediocrità.
Se consideriamo gli eroi Marvel, nonostante l'amore mai nascosto di Stan Lee per il cinema, prima del 2000 non si erano ancora visti film degni di nota con protagonisti i personaggi della casa delle idee. Possiamo forse citare solo la fortunata serie televisiva L'incredibile Hulk, trasmessa tra il 1977 e il 1982, con Bill Bixby nei panni di David Bruce Banner e Lou Ferrigno in quelli del suo alter-ego Hulk. Inguardabili sono invece i film sull'Uomo Ragno degli anni '70, così come un B-Movie su Capitan America del 1990. Tutte produzioni a basso costo per film fantastici, che solo per riprodurre superpoteri ed effetti speciali, avrebbero invece richiesto budget elevati ed attori di spessore.

Trasposizioni supereroi Marvel


Coraggiosamente negli anni '90 la  20th Century Fox acquistò i diritti per la produzione di un film sugli X-Men affidandone la regia a Bryan Singer e la sceneggiatura a David Hayter (su soggetto sviluppato insieme allo stesso regista). 

Singer era reduce del grande successo di critica del film cult I soliti sospetti  del 1995, diretto a soli 30 anni, Dà al film la sua impronta drammatica e votata all'azione che ritroviamo in X-Men, in X-Men 2 e nell'ultimo X-Men: Apocalisse. Caratteristica singeriana è anche la sua attenzione al tema del razzismo, dell'Olocausto, del catastrofico. Visto il titolo, non ne poteva esserne esente X-Men: Apocalisse,  ma ritroviamo gli stessi temi anche nei primi due X-Men e sviluppati in molti altri film del regista: L'allievo, del 1998 tratto da un racconto di Stephen King sull'incontro tra uno studente americano e un ex criminale nazista interpretato da Ian McKellen, il Magneto dei primi tre film della saga X-Men; In Superman Returns del 2006, Singer fa quasi distruggere Metropolis da Lex Luthor e quasi a far morire l'Uomo d'Acciaio; con Operazione Valchiria del 1998, interpretato da Tom Cruise, si ritorna alla Germania nazista e quindi al tema dell'olocausto; morte e distruzione non mancano anche nella rivisitazione della favola Jack e i fagioli magici nel film Il cacciatore di giganti del 2013; e cosa dire della distruzione di uomini e mutanti nel futuro distopico di X-Men - Giorni di un futuro passato del 2014 che in pratica da il via al nuovo reboot cinematografico della saga dei mutanti Marvel?

Reboot dell'universo cinematografico degli X-Men

Di certo è un peccato che i film dei Marvel Studios e quelli sugli  X-Men si muovano in universi paralleli senza incrociarsi. Anzi in alcuni casi si scontrano. Il caso più evidente è quello del personaggio di Pietro Quicksilver che appare sia negli ultimi due episodi degli X-Men che in Avengers: Age of Ultron. Nell'universo dei fumetti Pietro Maximoff e sua sorella Wanda, meglio nota come Scarlet, sono figli di Magneto. In X-Men - Giorni di un futuro passato si fa intuire che Pietro potrebbe essere figlio di Erik Lehnsherr (alias Magneto) e ciò (ATTENZIONE SPOILER!) viene confermato in X-Men: Apocalisse. In Giorni di un Futuro Passato la madre, parlando con Pietro, fa riferimento a sua sorella al piano superiore. C'è addirittura una scena tagliata dal film in cui appare con il volto della giovanissima Miya Shelton-Contreas. Qui c'è però un'incongruenza con i fumetti che indicano che Wanda/Scarlet e Pietro/Quicksilver sono fratelli gemelli. E' così infatti in Avengers: Age of Ultron, dove però non si cita Magneto, ma i due sono il frutto degli esperimenti dell'Hydra sullo scettro sottratto a Loki nel primo film sugli Avengers (come mostrato nelle scena durante i titoli di coda di Captain America: The Winter Soldier). La bambina non mostrata, ma prevista nella sceneggiatura originale di X-Men - Giorni di un futuro passato potrebbe allora essere Lorna Dane, alias Polaris, altra figlia di Magneto più giovane di Wanda e Pietro. Anche in questo caso però i conti non tornano, perchè Pietro e Lorna dovrebbero avere lo stesso padre ma madri diversi. Anche la cronologia non aiuta. I Quicksilver del film sugli Avengers e quello degli X-Men sono più o meno coetanei, ma il primo film è ambientato ai giorni nostri, mentre il secondo negli anni Ottanta. 

Le incongruenze dei supereroi tra cinema e fumetto

Di incongruenze tra film e fumetti ce ne sono molte altre. 

Quando nel 1963 Stan Lee (testi) e Jack Kirby (disegni) lanciarono la nuova collana The X-Men, che vide per la prima volta comparire i mutanti nell'universo dei fumetti Marvel, la formazione vedeva alla sua guida il professor-X, Charles Xavier, il più potente telepata del mondo, e la formazione era composta dai seguenti supereroi: Scott Summers alias Ciclope, Hank McCoy alias Bestia, Warren Worthington III alias Angelo, Jean Grey alias Marvel Girl e Bobby Drake alias l'Uomo Ghiaccio. Magneto è già presente nel primo numero del 1963 come principale avversario dei mutanti di Xavier e della sua squadra. Nel numero 4 del nuovo albo Magneto affronta i nostri eroi con un suo gruppo di villain,  la Confraternita dei mutanti, di cui fanno parte Pietro Quicksilver e sua sorella Wanda Scarlet, Mastermind e Toad. 

Differenze tra fumetti e film sui supereroi

Proviamo a fare un confronto con i film. In X-Men - L'inizio del 2011, prequel dei film sugli X-Men, ci sono Xavier e Erik Lehnsherr/Magneto, così come Hank McCoy/Bestia, ma gli altri eroi sono completamente fuori cronologia. Come scopriremo in X-Men: Apocalisse Scott Summers e Jean Grey sono poco più che bambini. L'uomo ghiaccio appare invece come un adolescente nei primi tre film della saga e in giorni di un futuro passato, quindi di una generazione successiva a quella di Ciclope e Jean Grey. Ancora più confusa la storia di Angelo che in X-Men apocalisse è un giovane mutante tedesco che partecipa a combattimenti clandestini tra mutanti, mentre in X-Men - Conflitto finale, ambientato circa trenta anni dopo degli eventi raccontati nell'ultimo film, è il giovane figlio del magnate Warren Worthington II, mentre dovrebbe aver la stessa età degli altri X-Men. 

Numerose sono anche l'incongruenze tra i primi tre film della saga e il prequel X-Men: L'inizio

Per esempio Mystica e Xavier nei primi tre film pare si conoscano appena, mentre tra i due c'è un fortissimo legame nel prequel. Sempre nei film originali Xavier afferma che conosce Magneto fin da quando erano adolescenti e che insieme hanno costruito Cerebro. Nel prequel invece, Xavier e Lehnsherr si conoscono che sono ormai adulti e Cerebro viene costruito da Hank McCoy/Bestia. Visto che la verità sta nel mezzo, nei fumetti, quindi nella storia originale degli X-Men, la macchina che consente al Professor X di amplificare i suoi poteri telepatici e rintracciare i mutanti in qualsiasi parte del mondo, Cerebro appunto, è stato effettivamente costruito dal telepate insieme  Magneto, ma successivamente è stato potenziato da Bestia, che nell'universo funzionale Marvel è uno degli scienziati più brillanti del mondo.
Altra curiosità sui fumetti degli X-Men: dopo circa 6 anni dalla prima pubblicazione il loro albo cominciò a non appassionare più i lettori della Marvel e già nel 1969 non venivano più date alle stampe nuove avventure della squadra dei mutanti. Nel 1975 la casa delle idee decise di rilanciare la testata affidandola a Len Wein e Dave Cockrum. Il risultato fu la nascita di una nuova squadra con supereroi provenienti da diverse parti del mondo. Sempre sotto la guida del veterano Colosso e del professor Xavier, i nuovi X-Men divennero il giapponese Shiro Yoshida alias Sole Ardente (mai apparso nei film e che nei fumetti abbandona presto il gruppo), la keniota Ororo Munroe alias Tempesta, l'irlandese Sean Cassidy alias Banshee (al cinema uno dei componenti originali del gruppo), il russo Peter Rasputin alias Colosso (uno dei giovanissimi mutanti nei primi tre film della saga cinematografica come l'Uomo Ghiaccio), il tedesco Kurt Wagner alias Nightcrawler (che appare sia nel nuovo X-Men: Apocalisse che in X-Men 2, dove però pare che gli altri eroi si siano dimenticati di questo loro vecchio compagno, ma la questione potrebbe essere giustificata dalla variazione della linea temporale introdotta con il film X-Men: giorni di un futuro passato), il nativo americano John Proudstar alias Thunderbird (che già nei primi numeri della nuova serie diventerà il primo X-Men a morire), e soprattutto il canadese Wolverine.

Differenze tra fumetti e Film sui supereroi
Questa nuova formazione, insieme ad alcuni dei membri del team originale, sarà pienamente sviluppata da uno dei migliori scrittori della Marvel, l'inglese Chris Claremont. Sono i suoi mutanti quelli più noti tra i lettori della Marvel Comics. Probabilmente l'idea di un team multinazionale di supereroi non è del tutto originale ed ho il forte sospetto che Wein e Cockrum si ispirarono ad un manga giapponese: Cyborg 009 del mangaka Shōtarō Ishinomori pubblicato a  partire dal 1964, che diede vita a due film animati nel 1966 e nel 1967 (009 Joe TempestaCyborg 009: La guerra dei Mostri) e nel 1968 ad una serie animata di 26 episodi in bianco e nero che forse Wein e Cockrum ebbero modo di vedere (in Italia è stata trasmessa solo la seconda serie a colori realizzata nel 1979).

I fumetti Marvel ispirati ai manga giapponesi

Uno spoiler che non è uno spoiler: In X-Men: Apocalisse c'è anche la partecipazione di Wolverine, negata fino all'ultimo secondo e rivelata solo con gli ultimissimi trailer del film. E' un'apparizione fugace, ma colui che non doveva esserci, il più amato degli X-Men, invece c'è. 
Ritorniamo a X-Men: Apocalisse, è un bel film, assolutamente godibile, anche se con un pathos più drammatico e meno brillante rispetto ai film del MCU. Una domanda per concludere: perchè Jean Grey deve sempre apparire più anziana dei suoi colleghi X-Men? Era così per l'attrice Famke Janssen, che ha interpretato il ruolo nei primi tre film della saga e che effettivamente ha qualche anno in più rispetto a Hugh Jackman (Wolverine) e James Marsden (Ciclope), anche se praticamente è quasi coetanea di Halle Berry (Tempesta) per la quale però il tempo sembra non passare. La stessa impressione la dà Sophie Turner nel nuovo film, benchè invece è una delle più giovani attrici del cast, coetanea di Tye Sheridan (Ciclope) e Kodi Smit-McPhee (Nightcrawler) che rispetto a lei sembrano dei ragazzini. 

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